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Il monito di padre Alex Zanotelli

28 Aprile 2010, 10:01 - di M. Anderle

«La vostra situazione non è certo migliore della nostra Napoli». Duro responso sulla Valpolicella. Preoccupazioni e speranze dalla nota voce di padre Zanotelli.

«La vostra situazione non è certo migliore della nostra Napoli». Questo il responso sulla Valpolicella da parte di Alex Zanotelli, uomo di Chiesa e paladino dell'ambiente nella regione campana, recentemente intervenuto in un incontro a Fumane. «Non aspettatevi nulla dall'alto, la speranza viene da noi e solo se ci organizziamo ricominceremo a pesare». Parole lontane dai compromessi, espresse da un oratore autorevole già noto a Verona per la direzione del periodico Nigrizia. «Sento un silenzio assordante, con il quale devo lottare ogni giorno nel Sud, ma l'ho ritrovato anche qui», appunta avviando una riflessione sulla partecipazione. «Non è concepibile avere la democrazia con questi silenzi, bisogna cominciare a parlare, a dispetto dei rischi: così ci esortava Paolo Borsellino, quando diceva che se uno ha paura muore cento volte al giorno, ma se non ce l'ha, muore una volta sola».

Introdotto ai dibattiti sul territorio della Valpolicella, padre Zanotelli coglie l'occasione per condividere preoccupazioni e speranze sul rapporto fra uomo e ambiente. «La conferenza di Copenhagen è emblematica – stigmatizza – con 15mila delegati a spendere tanta energia quanta ne fa fuori il Marocco in un anno, per concludere senza nessun accordo vincolante». Niente sconti per la Chiesa e i suoi fedeli: «Sono quarant'anni che confesso, ma non ho mai sentito una sola persona che sia venuta a chiedere perdono per peccati contro l'ambiente, eppure stiamo letteralmente ammazzando la terra». Citando un ecclesiastico da poco scomparso usa termini quali «biocidio» e «geocidio», opere che ritiene d'un male senza precedenti. «Come Chiesa siamo parte integrante di questo sistema, lo conferma un documento del Consiglio ecumenico delle Chiese sull'eco-giustizia che recita così: “le Chiese sono state complici di questo processo, a causa dei propri modelli di consumo e della perpetuazione di una teologia del dominio umano sulla terra... la prospettiva cristiana che pone l'umanità al di sopra del resto della creazione è servita a giustificare lo sfruttamento di alcune parti della comunità planetaria... questa visione radicale esige una teologia dell'umilità e un impegno da parte delle Chiese ad apprendere dall'etica ambientalista, dalle tradizioni religiose che presentano un senso più profondo di ciò che significa una comunità inclusiva”».

Tiene in mano la Bibbia e provoca: «C'è un'altro testamento che precede questa, è la natura». Padre Zanotelli invita a rispettarla e conoscerla. «Insegnate ai vostri figli a girare per i boschi, ad abbracciare un albero, ad ascoltare le foglie: tutto è vivo, tutto è sacro, non possiamo ridurre il creato a merce, perché è proprio questo il tradimento fondamentale che abbiamo fatto come società occidentale e lo stiamo pagando con la morte». Sul tavolo degli imputati: il mercato fuori controllo e l'asservimento alla logica del profitto, di cui tutti saremmo complici. Circa le conseguenze di morte, fa il triste esempio delle vittime dell'amianto, ricordando il monumento di Monfalcone. Racconta della Campania, «sversatoio nazionale dei rifiuti tossici del Nord Italia per via delle collusioni fra massoni, potenti, camorristi e oggi scenario di un'emergenza dei rifiuti ordinari che ancora imperversa, nonostante le affermazioni di chi va in televisione ad acclamare che tutto è risolto». Spiega di quasi 8 milioni di tonnellate di eco-balle, «per niente eco», che occuperebbero una superficie estesa 15 chilometri in lunghezza e 4 in larghezza, poco fuori la città di Giuliano a compromettere le amene campagne che ospitarono i Borboni. «A monezza è ricchezza», recita ispirandosi a un detto napoletano. Ed è sul tema dei rifiuti, ordinari o industriali, che l'appello del padre si interseca con le recenti campagne sostenute da alcuni comitati valpolicellesi, come Fumane futura e l'associazione Valpolicella 2000.

Lasciando i dettagli delle vicende locali ad altri articoli, si chiude questa finestra sulla voce di Alex Zanotelli con il suo monito rivolto agli apparati della comunicazione diffusa, ai mass media. «Il problema più difficile oggi, in Italia, è quello dell'informazione e dell'assenza di notizie – denuncia sonoramente – cioè siamo travolti da fiumi di notizie, ma non ci dicono la verità e creano impedimento alla democrazia». Nel ricercare spazi e momenti alternativi di confronto e riflessione padre Zanotelli vede la chiave per schivare l'irresponabile onda mediatica e ricostruire l'equilibrio fra uomo e natura, in Valpolicella come in Campania e ovunque sul pianeta.