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Più spazio e meno polveri

16 Agosto 2010 - di Alessandro Berti

Il progetto sull’ammodernamento del cementificio diminuirà l'emissione di polveri e troverà nuovi spazi nel monte Scarin. Il progetto consultabile on line.

Nel recente Consiglio comunale di San Pietro in Cariano si è parlato marginalmente del cementificio e Carlo Battistella della minoranza sottolineava come “il cementificio non deve interessare solo Marano e Fumane, ma è auspicabile un parere sull’inquinamento perché sia San Pietro sia Bure la sera respirano l’aria che arriva direttamente dalla valle dei progni”. Zeno Pescarin della maggioranza ricorda che il cementificio ha una concessione mineraria che viene direttamente da Roma quindi molto stabile e che la Provincia segue con attenzione anche questa situazione. “O questi hanno il progetto approvato e investono per migliorare la qualità delle emissioni – continua Battistella riferendosi a Cementirossi - oppure non si approva e si dedicano le energie per trovare soluzione e idee per la riconversione. La ditta sicuramente ci mette dell’impegno però le cose non vanno tanto bene se devono andare a diminuire il loro impatto”.

In allegato all’articolo e sul sito del Comune di Fumane si può consultare il progetto di ammodernamento del cementificio che, tra le altre note, prevede l’installazione di un nuovo forno di cottura e la costruzione del trasportatore a nastro del calcare ai mulini cemento che va a ridurre la polverosità dovuta agli spostamenti dei mezzi pesanti all’interno dello stabile. Inoltre il futuro reparto di stoccaggio sarà completamente chiuso a differenza della condizione attuale, in cui le materie prime sono depositate in vasche in un capannone parzialmente aperto e movimentate alla macinazione farina mediante un carroponte.
A livello di inquinamento acustico non ci sono modifiche rilevanti dei livelli acustici rispetto ai valori attuali, tuttavia si ritiene necessaria una verifica pre e post-ammodernamento e l’adeguamento al Piano di zonizzazione acustica. Per quanto riguarda invece il suolo e sottosuolo, l’ammodernamento dell’impianto comporta l’occupazione di nuovo suolo grazie allo sbancamento del monte Scarin per circa 90mila metri cubi.

 

 




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