Contro i progetti del cementificio
Un sostanzioso gruppo di valpolicellesi continua la serrata opposizione contro le evoluzioni che coinvolgerebbero il Cementificio Rossi di Fumane. Secondo Mimmo Conchi, presidente del comitato Fumane futura, sarebbero tre i progetti recentemente promossi dall'azienda che dovrebbero suscitare l'allarme fra la cittadinanza fumanese e dell'intera Valpolicella. “Hanno chiesto e ottenuto l'uso di 122mila tonnellate di rifiuti da smaltire con gli attuali impianti, di cui 80mila di ceneri pesanti”, spiega Conchi preoccupato per gli impatti di lungo termine derivanti della “co-utilizzazione” di scarti industriali nel processo di produzione del cemento. L'affare rifiuti per i cementifici, stando a Conchi, sarebbe incoraggiato dall'Associazione italiana tecnico economica del cemento (Aitec), in ragione dei riscontri economici consentiti dall'uso degli scarti in sostituzione ad altre materie prima, ai quali si aggiungono i vantaggi legati allo smaltimento.
A turbare Conchi e il suo gruppo sarebbero gli effetti sull'ambiente: “L'introduzione dei rifiuti cambierà tutto, se non interverremo si prospettano tristi scenari per i nostri figli da qui al 2050”. E continua: “Il secondo progetto prevede l'ampliamento della produzione del 16 per cento e un'estensione della superficie edificata del 18 per cento, ben 4mila metri cubi in più, mentre il terzo riguarda la realizzazione di una nuova miniera a Marezzane, una collina splendida che andrebbe salvaguardata, già eletta luogo del cuore 2009 dal Fondo ambientalista italiano”. Conchi ricorda che l'iter autorizzativo degli ultimi due progetti è in corso: “Manca ancora il parere vincolante della Sovraintendenza e serve far sentire le nostre voci perché non si giunga alla scelta sbagliata”.
Per il referente di Fumane futura anche la viabilità potrebbe essere coinvolta dalle mutazioni in corso: “i marmisti (che sarebbero potenziali fornitori di rifiuti industriali, nda), Cementi Rossi e alcuni sindaci della zona avevano già contemplato l'ipotesi di una Tangenziale ovest camionabile, che dovrebbe passare accanto al Santuario della Madonna delle Salette e bucare la montagna, il tutto per consentire ai rifiuti del settore del marmo di arrivare al cementificio”.
Toni ancora più accesi da Daniele Todesco, presidente dell'associazione Valpolicella 2000: “I cementifici sono industrie insalubri di prima categoria, inquinerebbero persino se andassero a metano”. Todesco denuncia un “silenzio” nella comunità, ricordando che all'opposizione di alcuni decenni or sono da parte di intellettuali e agricoltori, sarebbe seguita una pericolosa indifferenza.
Per illustrare ciò che ritiene essere i rischi legati all'espansione di Cementi Rossi, il presidente di Valpolicella 2000 fa ricorso ad un episodio del marzo 2007: “Ci fu un guasto in cementificio e una nube apparse, non pareva ci fosse alcun piano d'emergenza in paese, il sindaco rassicurò i fumanesi dicendo che non c'era motivo di allarmarsi e in seguito informò che i limiti di polveri previsti per legge non erano stati superati”. Questi limiti però, secondo Todesco, avrebbero riguardato le polveri 'totali', non le più pericolose polveri sottili, le note pm10, previste da legislazioni più recenti, i cui limiti sarebbero invece stati superati abbondantemente a seguito dell'incidente. “Per evitare il peggio l'azienda non operò con il camino interessato dal guasto, ma con un camino ausiliario che non risultava esser mai stato dichiarato dall'azienda né autorizzato dalla Provincia e per giunta senza filtri”, illustra Todesco e aggiunge con tono disturbato: “Nessuno si scusò con i fumanesi, addirittura, a settembre 2007 apparse un articolo trionfale sul quotidiano L'Arena dove l'ingegner Pierandrea Fiorentini parlava di 'filtri più sicuri e polveri in calo' e diceva che l'azienda s'era impegnata con la Provincia ad attivarsi entro settembre con interventi per evitare, in caso di anomalie e di black-out, fuoriuscite di polveri e gas dai forni”.
I gruppi mobilitati hanno in cantiere una serie di eventi per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza sulla campagna in corso. Domenica 9 maggio è stata la volta della camminata a Marezzane. Todesco: “La collina che secondo i disegni della cementeria dovrebbe sparire”.
In un articolo successivo pubblicheremo le risposte di Cementi Rossi sui punti centrali segnalati dai comitati di cittadini. L'azienda sostiene che gli ammodernamenti previsti non mancheranno di migliorare l'impatto ambientale del sistema e dei processi produttivi. A parlare sarà l'Ingegner Pierandrea Fiorentini, responsabile servizi ecologia, ambiente e sicurezza per Cementi Rossi.









